Guido con il suo maestro Remo Luca conosciuto a Bologna, fermano Italo Balbo in visita ad una fiera campionaria chiedendogli un appuntamento, lo scopo era quello di aprire una scuola di artigianato orafo in Libia, detto fatto, dopo pochi mesi, chiamati da Balbo governatore della Libia, Remo Luca e l'assistente Guido Angelini inaugurano la scuola d'arte orafa di Tripoli. Dopo un paio di anni Remo Luca tornerà in patria per motivi familiari lasciando la conduzione della scuola a Guido. Nella scuola dove vengono accolti sia ragazzi arabi che italiani, Guido Angelini inizia a studiare gli antichi motivi decorativi presenti nella civiltà berbera. Non vuole ricopiare lo stile maghrebino al quale si adatta l'artigianato locale ma rielabora completamente l'arte della filigrana e quella del cesello creando a nuovo uno stile proprio che pur affinandosi nel tempo contraddistinguerà in modo deciso e personale la scuola d'arte orafa in un primo momento denominata Benvenuto Cellini.


In questo museo si intrecciano "due terre e due vite" La terra dei Karamanli* e la terra dei Malatesta *". La vita di Silvano e quella di Guido ovviamente si intrecciano a quella dei tanti amici profughi dalla Libia, circa 20.000 e amici arabi ed ebrei. Le opere della scuola sono disseminate nelle case di tante persone in tutto il mondo, perché negli anni '60 in Libia venivano persone da tutti i continenti.
Un aiuto fondamentale e insostituibile per Guido, dovuto ad un fortunato incontro di destino è l'incontro con Ada Linda Semprini, che una volta sposa, dimenticherà la sua formazione di ostetrica, per abbracciare sia come collaboratrice artigiana e poi come amministratrice la nascente scuola Orafi.


Un altro importante aiuto per tutta la famiglia e per la Scuola di Tripoli, verrà dato da Luciana Angelini, che animata da una gentilezza d'animo innata, manifesta le sue doti di abilità artistica e artigiana nell'arte della filigrana. Ecco il lavoro e l'amore di due donne.
Mentre i primi 35 anni si svolgono a Tripoli e terminano nel 1970, i secondi che si svolgono a Rimini, terminano nel 2005. Nel secondo periodo, viene sviluppata l'arte della medaglistica, all'inizio padre e figlio rivolgono la loro arte ai monumenti della Rimini romana, e poi al patrimonio culturale lasciato da Sigismondo e Isotta Malatesta nel 14º secolo. Chi entra nel Tempio malatestiano di Rimini, ben presto si accorge di non trovarsi in una semplice chiesa, ma probabilmente nel luogo dove si Sigismondo e Isotta ricevevano le delegazioni, gli ambasciatori di altri principi del tempo. Sigismondo è un guerriero, un capitano di ventura ma non solo, è un uomo di cultura e un mecenate, si circonda dei migliori artisti del tempo: Leon battista Alberti per l'architettura, Agostino di Duccio per i delicati bassorilievi in marmo che istoriano le pareti, un medaglista Matteo De Pasti e il massimo dei pittori, Piero Della Francesca. Ad Agostino vengono commissionati i pianeti e i segni dello zodiaco, forse a questo punto ha un senso dire che il Tempio Malatestiano è unico al mondo! Nel tempio si intrecciano due vite quella di Isotta e di Sigismondo e sempre qui scopriamo il nesso con il Planetarium Botanico: i pianeti.


Nel Museo Guido Angelini, il visitatore potrà conoscere alcune opere della Scuola di Tripoli, e in questo modo vogliamo ribadire e mantenere il nesso con il popolo libico che prima con la dittatura di Gheddafi, poi con la guerra civile scatenata da Sarkozy è sottoposto a prove tremende, alla scuola dell'odio reciproco e della guerra di tutti contro tutti.


C'è anche un'altra luce che ci sostiene al fine di poter giungere alla istituzione del Museo Guido Angelini, con il tempo necessario creare una Fondazione Antroposofica Guido Angelini, che possa raccogliere fondi per la divulgazione delle arti e dei mestieri che sostengano lo sviluppo dell'individualità dell'uomo, nelle sue varie età in base ai principi della pedagogia Waldorf e a quelli più ampi dell'uomo adulto che si trovano nella Filosofia della libertà di Rudolf Steiner.



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